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L'Istituto per le ricerche di storia sociale
e religiosa ha la sua sede nel complesso
monastico di San Rocco.
L’edificazione della chiesa di San Rocco fu
voluta dal Comune nel 1485, dopo che si
erano verificati proprio in quel borgo
alcuni casi di peste. L’esecuzione si
protrasse a lungo ed il piano iniziale fu
modificato verso il 1530, quando la chiesa
fu prolungata verso oriente e fu innalzata
la nuova facciata. L’architetto cui si deve
il progetto è Lorenzo da Bologna, ma esso fu
portato a termine da altri, forse da Rocco
da Vicenza.
La chiesa fu retta a lungo dai Canonici
Secolari di San Giorgio in Alga, la
congregazione sorta a Venezia alla fine del
sec. XIV attorno ad un gruppo di nobili, tra
cui Lorenzo Giustiniani, che intendevano
riformare la Chiesa tramite il ritorno alla
vita comunitaria e la povertà. Alla chiesa
si affiancò subito un monastero, dove i
canonici secolari rimasero sino al 1668,
quando l’ordine venne soppresso. In San
Rocco subentrarono le Carmelitane di Santa
Teresa, soppresse a loro volta durante la
dominazione napoleonica. San Rocco divenne
allora sede dell’Istituto dei bambini
abbandonati, gli esposti. Attualmente la
chiesa, aperta per le funzioni liturgiche, è
visitabile su appuntamento.

Particolarmente interessanti dal
punto di vista artistico la struttura a
navata unica coperta da volta a padiglione
con lunette laterali che si conclude con un
presbiterio con volta a crociera e abside
pentagonale. Notevole il prezioso
tabernacolo di S. Rocco, realizzato verso il
1655. Il coro centrale è costituito da una
duplice fila di archi a tutto sesto, che
sorreggono un doppio parapetto al cui centro
è un bel crocifisso ligneo della prima metà
del ‘400.
Pregevoli alcune tele: la Pentecoste, e
L’invenzione della vera Croce, attribuite al
veronese G.B. Zelotti (1526-1578),
l’Adorazione dei Magi eseguita nel 1559 da
Agostino Galeazzi, la Madonna con il
Bambino, attribuita ad Antonino da Venezia
(sec. XV), due tele di Alessandro Maganza e
bottega, rappresentanti il Paradiso e
l’Inferno. L’immagine di S. Rocco tra gli
appestati è una copia dell’originaria tela
dipinta tra il 1568 e il 1575/6 da Jacopo da
Ponte.
Molto bella la Madonna della Misericordia,
risalente agli ultimi decenni del ‘400, che
proviene dall’Oratorio di S. Maria e S.Cristoforo.
Sul lato meridionale
della chiesa si trova il suggestivo
chiostro cinquecentesco. L’interessante
opera architettonica vede un portico
continuo che si sviluppa sui quattro lati,
con nove archi a pieno centro su colonne
joniche per ogni lato. La ricercatezza
cromatica dell’alternanza del marmo bianco e
di quello rosso ne sottolineano la
simmetria armoniosa. Originariamente sul
portico doveva esserci solo un piano
edificato, ma nel Settecento su due lati di
esso ne fu aggiunto un secondo. Da notare la
raffinatezza dei profilo delle finestre
originarie e sul fianco della chiesa una
finestra che contiene una croce, con ai
piedi un teschio. Notevoli pure alcune porte
architravate che si aprono nel chiostro,
nonché la vera da pozzo posta al centro del
cortile, vera che è stata scelta quale logo
dell’Istituto per le ricerche di storia
sociale e religiosa, le cui sale si
aprono proprio sul chiostro.
L’Istituto occupa infatti due lati del chiostro. Ne è centro la sala
capitolare del complesso monastico, una sala
dalle proporzioni molto armoniche, coperta
da un soffitto a spicchi poggianti su
capitelli pensili, con due alte finestre
centinate che la rendono molto luminosa.
Sulle pareti due tele della metà del
Settecento di Costantino Pasqualotto.
Accanto ad essa è la sala, simile alla
precedente, ma di dimensioni minori, in cui
si svolgono i seminari. Tra le due alte
finestre della parete settentrionale è una
piccola edicola cinquecentesca con una
cornice in pietra tenera che ospita una
statua policroma raffigurante san Rocco.

Le sale dell’altro lato del chiostro
ospitano l’archivio dell’Istituto. Della
struttura originaria non è rimasto che una
piccola sala, quello che resta del
refettorio delle monache. Sulla parete
orientale di essa è un grande affresco
cinquecentesco al cui centro è una
Crocifissione, con i personaggi della
Madonna, di Maria Maddalena e di Giovanni,
mentre nei due scomparti laterali sono i due
protettori dalla peste, san Sebastiano e san
Rocco. Le tre parti del trittico sono
inquadrate da elementi architettonici, gli
sfondi delineano delicati paesaggi.
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