Durante gli anni 1932-33 milioni di contadini ucraini – dai tre agli otto- morirono per la mancanza di viveri e per lo sfinimento fisico , le malattie e lo squilibrio mentale ad esso conseguenti, oltre che per le misure repressive. Questa tragedia, che in Ucraina viene indicata con il termine holodomor, ovvero “sterminio per fame”, non fu il risultato di una carestia dovuta a condizioni naturali avverse, ma derivò da precise scelte staliniane nella politica di collettivizzazione delle campagne e di industrializzazione dell’Unione Sovietica.  Furono queste scelte a portare alla morte per fame in un paese dal quale si esportava il grano. Una tragedia sepolta nel silenzio fino a pochi anni fa, e che si rivela una delle più ciniche e spietate operazioni dello Stalinismo. Su di essa si discute e si continuerà a discutere.

Studiosi italiani, ucraini, russi, tedeschi, polacchi, canadesi riesaminano in questo libro le vicende di quegli anni terribili, le condizioni climatiche e la produttività dei campi, il crescendo di leggi emanate per impedire ai contadini di sfuggire alla fame e il calcolato disinteresse dell’Occidente, l’esito sulla mentalità collettiva, e la traccia dolorosa che ne resta nella letteratura e nella società ucraina, fino ai nostri giorni.

Contributi di: B. Hudyma, G. De Rosa, A. Graziosi, J. Scherbak, V. Kondrashin, N. Ivnitskij, J. Shapoval, M. Martini, E. Cannella, G. Simon, E. Rybalt, O. Subtelny, F. Guida, G. Petracchi, F. Lomatsro, S. Graciotti, O. Pachlovska, S. Merlo, M.P. Pagani, J. Mace, H. Laszkiewicz, S. Kul’chyts’kyj, F. Argentieri.



Con la partecipazione di:

 Gabriele De Rosa, Andrea Graziosi (Napoli), Orest Subtelny (Toronto, Canada), Yuriy Shapoval (Kiev, Ucraina), Ewa Rybalt (Lublino, Polonia), Mauro Martini (Trento), Oxana Pachlovska (Roma), Simona Merlo (Milano), Maria Pia Pagani (Pavia), James Mace (Kiev, Ucraina), Gerhard Simon (Germania), Viktor Kondrashin (Penza, Russia), Nikolay Ivnitskiy (Mosca, Russia), Ettore Cinnella (Pisa), Yuriy Scherbak (Kiev, Ucraina), Giorgio Petracchi (Udine), Vittorio Strada (Venezia), Francesco Guida (Roma), Fulvio Salimbeni (Udine), Hubert Laszkiewicz (Lublino, Polonia), Stanislav Kulchytskyj (Kiev, Ucraina), Sante Graciotti (Roma).